Boku dake ga inai machi (僕だけがいない街, A-1 Pictures)

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Studio d’animazione: 
A-1 Pictures.
Regia: Tomohiko Itō.
Sceneggiatura: Taku Kishimoto.
Character design: Keigo Sasaki.
Main Cast: Shinnosuke Mitsushima (Satoru Fujinuma 29 anni), Tao Tsuchiya (Satoru Fujinuma 10 anni), Aoi Yūki (Kayo Hinazuki), Minami Takayama (Sachiko Fujinuma), Chinatsu Akasaki (Airi Katagiri), Yō Taichi (Kenya Kobayashi), Akari Kitō (Hiromi Suda), Ayaka Nanase (Osamu), Yukitoshi Kikuchi (Kazu), Takahiro Mizushima (Jun Shiratori), Mitsuru Miyamoto (Gaku Yashiro).
Episodi: 12.
Origine: adattamento dell’omonimo manga di Kei Sanbe.
Genere: thriller, drammatico, sovrannaturale.

Satoru Fujinuma è un ragazzo di ventinove anni che si divide tra il lavoro di mangaka e un part-time come fattorino che consegna pizze a domicilio; nella vita non ha altro che questo, nessuna ragazza, nessuno svago, è come se qualcosa si fosse bloccato in lui dalla sua infanzia. Satoru però non è una persona ordinaria, quando infatti accade qualcosa di tragico il tempo torna indietro di qualche minuto e si ripete per lui in modo che possa salvare la situazione e risolvere un fatto destinato a diventare tragedia. Satoru non può controllare questo fenomeno, lui non ha poteri, sa solo che deve cogliere l’occasione visto che può tornare indietro nel tempo.
Un giorno la madre di Satoru, una giornalista, fa visita a casa del figlio e decide di rimanere un po’ di tempo da lui cercando anche di avvicinarlo alla collega di lavoro diciassettenne Airi Katagiri, lettrice dei manga di Satoru e invaghita di lui. In un pomeriggio in cui madre e figlio sono insieme, il tempo torna indietro senza che Satoru capisca il perché, dunque chiede a sua madre se le sembra che intorno a loro ci sia qualcosa di strano e la donna – che ha buon occhio – nota che un uomo sta per portare via una bambina; sentendosi osservato però l’uomo si allontana e sale in macchina andando via, il rapimento è sventato, ma il criminale è a piede libero e la signora Fujinuma non vuole lasciare cadere la cosa, ha la targa dell’auto e può fare una ricerca per ritrovare il criminale che potrebbe essere coinvolto nel cold case dell’infanzia di Satoru e che la donna crede abbia segnato la vita del figlio. Quando Satoru era alle elementari dei bambini sono stati rapiti e uccisi, tre bambini della sua scuola: la compagna di classe Kayo Hinazuki, l’amico Hiromi Sugita e una bambina di un’altra classe, Aya Nakanishi. nNoTrDu
L’aver sventato il rapimento di una bambina porta Satoru a ripensare proprio alla sua infanzia, a quei ricordi che sempre lo hanno tormentato in quanto è stato proprio lui l’ultimo a vedere Kayo Hinazuki che, se non fosse stata sola, se fossero stati amici, non sarebbe morta. Arrestato come colpevole dei tre omicidi è stato Jun Shiratori, un ragazzo amico di Satoru che si intratteneva con i bambini del parco ma che Satoru e sua mare sanno non esser stato il rapitore ed omicida dei bambini, nonostante le prove lo abbiano incastrato e ancora, dopo diciotto anni, è in carcere.
La signora Fujinuma – colpita dallo sventato rapimento – decide di rimettersi ad indagare sul caso come giornalista all’insaputa di Satoru e questo porta la donna ad essere assassinata in casa del figlio. Quando Satoru rientra in casa vede sua madre a terra in una pozza di sangue e, credendo sia uno scherzo, la solleva e solo in quel momento vede che è morta. Accidentalmente ha lasciato la porta aperta e una vicina di casa lo vede e pensa abbia ucciso lui sua madre, quindi chiama la polizia che arriva immediatamente e Satoru capisce di essere stato incastrato, ma da chi? Ricorda di essersi scontrato con un uomo prima di rientrare ed è sicuro sia lui il colpevole a quel punto. Satoru scappa sperando che il tempo torni indietro, per fermare l’omicidio, prega che ciò avvenga e il mondo sembra rivelarsi benevolo facendolo tornare indietro ma non di qualche minuto, non di qualche ora, ma di diciotto anni. Satoru così comprende che se è tornato così indietro nel tempo è perché l’omicidio si sua madre è legato alle tragiche morti dei bambini della sua infanzia e ora che è tornato indietro ha finalmente la possibilità di salvare tutti iniziando dalla sfortunata Kayo Hinazuki la cui vita è un susseguirsi di abusi.

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Boku dake ga inai machi conosciuto anche come Erased è l’adattamento del manga di Kei Sanbe pubblicato su Young Ace ha delle differenze rispetto all’opera originale, differenze di cui non saprei parlarvi nel dettaglio in quanto le tavole di Sanbe sono lontane dai canoni di bellezza manga a cui siamo abituati, per cui ho trovato davvero difficile approcciare alla lettura, a differenza dell’anime. Disegni difficili che sembrano venire da decenni lontani, grazie al character design di Keigo Sasaki (Ao no Exorcist e Nanatsu no Taizai) i personaggi si liberano dall’aspetto grottesco e grazie al magnifico team d’animazione di A-1 Pictures acquisisce qualche marcia in più, animazioni e grafica a parte c’è anche un eccellente lavoro di sceneggiatura da parte di Taku Kishimoto (Haikyuu!!, Usagi Drop e Prince of Stride: Alternative) quanto un’ottima direzione da parte di Tomohiko Ito (Sword Art Online, Silver Spoon), due nomi di spicco della A-1 Pictures; con uno staff talentuoso una storia come questa, che mira dritta al cuore, può solo che dar vita a un grande anime.
La trama è complessa più di quello che sembra e caratterizzata da continui colpi di scena, forse l’unico elemento non sorpresa è l’identità dell’assassino (anche se ho sentito qualcuno che ne è rimasto sorpreso, quindi magari è sembrato solo a me così intuibile), mentre tutto il resto è caratterizzato da molte più sorprese che è quasi impossibile prevedere, visto che non ci sono elementi che possono anticiparli, ma non voglio dilungarmi perché un thriller è giusto che sia avvolto dal mistero, che non riveli molto, che si lasci guardare e ipnotizzi lo spettatore senza che esso sappia molto; piuttosto vorrei portare l’attenzione su l’elemento sovrannaturale che fa viaggiare Satoru nel tempo. La storia è davvero realistica e Satoru non solo ha i limiti di qualsiasi essere umano, ma è costretto ad essere un eroe nel corpo di un bambino con tutti i suoi limiti e l’unica forza è il ragionamento, la strategia, che lo fa essere un piccolo detective, l’elemento sovrannaturale crea l’opportunità a Satoru, cambia l’ambientazione, ma non è qualcosa che è possibile controllare o invocare quando si desidera, questi cambi temporali sono misteriosi e non conosceremo mai l’origine di essi e il loro senso ed è proprio per questo che l’avventura di Satoru diventa realistica, ansiogena in più punti e fa di questa serie qualcosa di diverso che non si può considerare un thriller sovrannaturale o un fantasy, ma un’avventura di un eroe totalmente umano e svantaggiato da tante debolezze.
Dal primo episodio è probabile che i vostri occhi diventeranno lucidi e forse sarete spinti alle lacrime fino alla fine, ma non per questo, non per le lacrime (che non è detto cadano a tutti) Erased si dimostra un anime valido, piuttosto perché è un viaggio molto particolare nell’animo umano, dall’animo più debole, a quello ferito, a quello innocente, a quello sadico eppure è lontano dall’essere il classico anime psicologico, anzi, escluderei l’etichettare Erased come anime psicologico, ma è di certo un trionfo di umanità dai suoi aspetti più in ombra a quelli più splendenti che sono le azioni a mostrare e a rendere questa storia incantevole.
Se proprio dovessi trovare un neo è il fatto che non sia stata mascherata bene l’identità dell’assassino, sarebbe stato bello se anche questo elemento fosse stato del tutto sorprendente, ma come ho già anticipato è possibile che sia stato facilmente intuibile solo a me, ma lo ribadisco per motivare il fatto che questa serie non ha ottenuto da me il massimo dei voti.

Giudizio personale: 9.

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