Sore ga Seiyū! (それが声優!, Gonzo )

fdsgsdfgsdfgsdgfqfl46
Studio d’animazione:
  Gonzo.
Regia: Hiroshi Ikehata.
Sceneggiatura: Michiko Yokote.
Character design: Masakatsu Sasaki.
Main Cast: Rie Takahashi (Futaba Ichinose), Yuki Nagaku (Ichigo Moesaki), Marika Kōno (Rin Kohana).
Episodi: 13.
Origine: adattamento anime dell’omonimo dōjin manga di Masumi Asano e Kenjiro Hata.
Genere: slice of life.

Lo studio Gonzo è da un po’ di anni che non fa parlare di se, nonostante ogni anno produca almeno una serie che – purtroppo – non riscuote un successo di massa, se non quando si affianca ad altri studi d’animazione per sfornare grandi successi come Psycho-Pass, Kill la Kill o Evangelion: 2.0 You Can (Not) Advance. Da uno degli studi d’animazione più prestigiosi è triste vedere produzioni animate di poco pregio e dover ripescare memorie di qualità al 2009 (Shangri-La) se non addirittura al 2004 (Gantz), ma io credo nello studio Gonzo, ricordo bene i suoi capolavori, quindi nonostante lo scetticismo iniziale verso Sore ga seiyū! (datomi dal pregiudizio grafico), appena ho saputo essere animato dallo studio Gonzo ho voluto dargli una possibilità.
Sore ga seiyū! nasce nel 2011 come un dōjin manga di natura yonkoma (letteralmente: quattro vignette) ideato dalla famosa seiyū Masumi Asano (Hakufu Sonsaku in Ikki Tousen, Yūka Amino in Blood C e Risa Asakaze in Hayate no Gotoku! ) con i disegni di Kenjiro Hata ed è un puro – ma realistico – slice of life che segue le vicende di tre ragazze – Futaba, Ichigo e Rin – nel complicato mondo dei seiyū (se non sapete di cosa parlo o pensate che io stia parlando di doppiaggio, allora andate a questo mio articolo per avere le idee più chiare), dai primissimi ruoli come attrici vocali, ai primi successi che le portano ad avere uno show radiofonico, alle narrazioni al di fuori del mondo dell’animazione, al doppiaggio cinematografico fino alla formazione di una unit di idols. Nella sua forma di anime le sue intenzioni diventano più chiare, l’audio (tra recitazione e musica) aggiunge credibilità, assumendo poi una forma definita a livello di sceneggiatura dove la struttura degli episodi è sempre la stessa: c’è un nuovo lavoro da fare, non è facile, ma grazie all’incontro con seiyū famosi come Hiroshi Kamiya, Yukari Tamura, Rie Kugimiya ecc… (tutti interpretati da loro stessi) non si perdono di morale e capiscono come dare il meglio nel loro lavoro.
269ce25880fd6b503c2478497662cec21439166792_fullSpiegato così immagino già che qualcuno stia sbadigliando, non sembra né complesso, né originale, piuttosto sembra un prodotto da evitare e da non perderci tempo, ma se questa è la sua forma e la sua struttura non significa che il contenuto non sia di valore, anzi, credo che questo anime sia uno dei prodotti più originali e accattivanti del 2015 lì dove i palinsesti nipponici offrono adattamenti animati mediocri, anime fanservice e idee riciclate, critiche che non possono essere fatte a Sore ga seiyū! che inganna ingegnosamente sulle apparenze e che migliora nella sua forma di adattamento anime. Il character design di Masakatsu Sasaki (A-Channel e Saki) fa subito pensare a un’allegra commedia ricca di moe feelz, fanserice yuri, umorismo nonsense come (quasi) tutti gli anime slice of life ogni stagione offrono, la opening allegra cantata dalle seiyū delle tre protagoniste sembra confermare le atmosfere, ma una volta che lo show inizia è tutto molto diverso. Se da un lato ci sono parti comiche e si creano atmosfere moe, prevalentemente l’anime non offre alcun tipo di fanservice e nonsensismo, tutto è infatti estremamente realistico e diventa un anime quasi tecnico tanto insiste sul lavoro svolto dai seiyū, dove qualcosa di apparentemente semplice non è come sembra e dove le protagoniste (Futaba in particolare) soffrono nel constatare la loro mediocrità. Quello che è un mondo da sogno, dove gli attori diventano personaggi dai nick orecchiabili, dietro i sorrisi e i vestitini che fanno credere in una rosea vita si nascondono problemi, insofferenze, delusioni, duro lavoro che non sempre è premiato e dove spesso si hanno risvolti tristi. Futaba e Ichigo sono adulte, single, che vivono di lavori part-time nella speranza di essere chiamate dalle loro agenzie; si nutrono poco e non riescono a pagare le bollette della luce nonostante lavorino tanto, credendo che prima o poi avranno lavori importanti che porteranno loro a lasciare i part-time e poter vivere di sola recitazione, cosa di cui vive Rin che lavora da dieci anni in questo mondo pur essendo una studentessa di soli 15 anni che deve impegnarsi anche nello studio. C’è la fatica in questo anime, la fame di lavoro, speranze delude, rabbia e gelosie, le forme adorabili dei loro personaggi stonano con la rigorosità del loro lavoro, ma anche per questo diventa interessante, ma non si tocca il puro angst poiché le protagoniste agiscono da vere donne giapponesi, mascherando le debolezze e cercando di avere un atteggiamento positivo per non disturbare e dar mostra a se stesse dei frutti che possono raccogliere lavorando sodo.
Piccole delizie extra: le guest stars di ogni episodio portano alla luce qualcosa riguardo alla loro carriera e la sigla finale è sempre diversa perché riassume in un minuto la natura di uno show radiofonico fatto di musica, free talks, pubblicità, lancio di hits e anticipazioni.
In conclusione Sore ga seiyū! è un anime davvero affascinante (Masumi Asano d’altronde ha riportato quello che accade nel suo ambiente lavorativo) ma non è per tutti; se non amate e non avete alcun interesse verso il mondo che c’è dietro alla creazione di un anime, in particolare se non avete alcun interesse verso il mondo dei seiyū è una visione che sconsiglio, essendo un anime molto di nicchia e professionale. Se invece siete curiosi verso il mondo dei seiyū e avete una vera e propria passione per esso, allora la visione diventa un must che non deluderà le aspettative.

Giudizio Personale: 8.

Precedente Senpai (先輩, Bikke) Successivo Finding Dory: il primo trailer.