Yowamushi Pedal (弱虫ペダル, TMS Entertainment)

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Studio d’animazione: TMS Entertainment.
Regia: Osamu Nabeshima.
Sceneggiatura: Reiko Yoshida.
Character design: Takahiko Yoshida.
Main Cast: Daiki Yamashita (Sakamichi Onoda), Jun Fukushima (Shokichi Naruko), Kousuke Toriumi (Shunsuke Imaizumi), Hiroki Yasumoto (Shingo Kinjo), Kentarou Itou (Jin Tadokoro), Shotaro Morikubo (Yusuke Makishima), Tetsuya Kakihara (Jinpachi Todo), Tsubasa Yonaga (Sangaku Manami), Tomoaki Maeno (Juichi Fukutomi), Hiroyuki Yoshino (Yasutomo Arakita), Satoshi Hino (Hayato Shinkai), Atsushi Abe (Toichiro Izumida), Ayaka Suwa (Miki Kanzaki), Junichi Suwabe (Toji Kanzaki), Daisuke Kishio (Junta Teshima), Yoshitsugu Matsuoka (Hajime Aoyagi), Koji Yusa (Akira Midosuji).
Episodi: 38 (prima serie).
Origine: adattamento dell’omonimo manga di Wataru Watanabe.
Genere: sportivo, scolastico.

b49e5367Sakamichi Onoda è entrato alle superiori e finalmente può realizzare il suo sogno: unirsi a un club di discussione di anime e manga, per avere finalmente degli amici.
In sella alla sua ordinaria bici pedala lungo la ripida entrata di servizio della scuola, in modo da evitare la folla e godersi la musica del suo anime preferito, entusiasta di iniziare le superiori. Una volta arrivato però, scopre che il club a cui voleva unirsi è stato chiuso per mancanza di membri, ma non può accettare di trascorrere altri tre anni in silenzio e senza amici, come alle scuole medie, quindi si ingegna in modo da rifondare il club, iniziando con lo stampare e diffondere volantini.
Usando sempre l’uscita di servizio, in sella alla bici, il suo modo di pedalare viene notato da un altro studente del primo anno, Shunsuke Imaizumi, che il giorno dopo va da Onoda chiedendogli una sfida ciclistica, una sfida che Onoda non comprende, ma se la vincerà Imaizumi promette di unirsi al club di anime e manga e per questo Onoda accetta. Fa del suo meglio Onoda e presto si scopre che nonostante non pedali con una bici da corsa è davvero bravo, ma non abbastanza da sconfiggere Imaizumi; la sconfitta però non lo demoralizza perché dichiara di essersi comunque divertito e Imaizumi, colpito dal suo desiderio di fondare un club otaku perché non ha amici, lo invita nel club di ciclismo, il club al quale lui si iscriverà, ma a prescindere di cosa sceglierà Onoda, Imaizumi pubblicizza il club di anime e manga, anche se sembra che non ci sia alcuna persona interessata.
Pedalando fino ad Akihabara, in un giorno festivo, Onoda fa un nuovo incontro con un ragazzo otaku amante delle biciclette: Shokichi Naruko. Finalmente ha la sua giornata in compagnia di qualcuno che ama quello che ama anche lui, ma quando i due si separano Onoda è di nuovo solo e non sa se rivedrà Naruko. Il destino è benevolo però: Naruko frequenta la sua stessa scuola, ma non è interessato ad iscriversi al club di discussione di anime e manga, perché determinato piuttosto ad entrare nel club di ciclismo dove invita Onoda ad iscriversi.
Alla fine Onoda rinuncia a fondare il club di anime e manga, si fa coraggio, non crede che il suo fisico mingherlino e la sua sbadataggine possano aiutarlo, ma entra nel club di ciclismo dove a sorpresa riesce distinguersi subito e trova nei membri del club degli amici, scoprendo quanto è bello pedalare con loro e, pur di riuscire a pedalare con loro anche nelle gare, Onoda si impegnerà con tutto se stesso per diventare titolare e poter gareggiare nella gara più ambita dagli studenti di tutto il Giappone: l’Inter-High, dove i membri più grandi del club sognano di trovare la vittoria sconfiggendo il potentissimo club di ciclismo dell’accademia di Hakkone.

01yowapeda_CDjaketwebLa storia a grandi linee è questa, risulta anche banale, e comprendo perfettamente ogni perplessità riguardo al vedere un anime sul ciclismo. Mi sono avvicinata a questo anime curiosa per l’entusiasmo delle fangirls, lo ammetto, ma non credevo sarei andata oltre i tre episodi di prova. Non ho mai guardato o letto una serie solo perché c’è del materiale su cui “fangirleggiare”, anzi, odio gli anime che pretendono di avere una trama e sono di puro fanservice, preferisco l’onestà di una commedia fatta solo di fanservice piuttosto; tuttavia l’idea che davvero era stato fatto un manga sul ciclismo, un manga tanto di successo che era diventato anime, mi incuriosiva, anche perché non sapendo nulla sul ciclismo non sapevo cosa aspettarmi, mi sembrava assurda l’idea di una serie che seguisse dei tizi che correvano su una bici, pensavo che fosse una cosa noiosa e non credibile, ma è bastato il primo episodio a convincermi che avrei visto la serie fino alla fine.
Molte volte gli adattamenti da manga popolari sono molto deboli, anche se non si conosce l’opera originale, si sente la mancanza di qualcosa, pesano gli episodi filler (che annoiano solo) e soprattutto si può notare che la produzione fa economia sul compartimento tecnico; non sempre accade, ma spesso sì. In Yowamushi Pedal questo non accade e si può riscontrare dai primi minuti, mentre l’occhio si perde tra incantevoli scenografie e l’animazione digitale fa del suo meglio per rendere ancora più belli quei paesaggi e più avvincenti le corse sulle biciclette. Il character design non è meraviglioso, ma migliora tantissimo il tratto del manga senza snaturare il tocco del papà della serie, quindi credo che sia stato fatto un ottimo lavoro a prescindere dal maestro Takahiko Yoshida (un nome prolifico nella key animation e altri settori più importanti dell’animazione), ma le eccellenze sono sicuramente nella sceneggiatura e nella regia. La composizione della serie, ad opera di Reiko Yoshida (Bakuman, K-ON!, Maria-sama ga mite ru, Romeo x Juliet), è magistrale, ha un ritmo che riesce a non rendere niente noioso e che non trascura nulla, non si ha mai la sensazione che manchi qualcosa o ci sia troppa carne al fuoco, è così ben realizzato il tutto che riesce anche a non far prevalere il protagonista sugli altri, piuttosto fa un vero gioco di squadra, dando importanza a tutti e riuscendo a far subire il fascino dei personaggi e del ciclismo allo spettatore. Episodio dopo episodio, corsa dopo corsa, la vicenda si fa sempre più avvincente e, persino una persona come me che nulla sapeva di ciclismo e che ha poco interesse generale per lo sport, si ritrova a vivere quelle corse, a trattenere il fiato, a soffrire fisicamente per lo sforzo dei protagonisti e quando ciò accade, quando il sudore di un atleta diventa il proprio e il dolore dei loro muscoli sembra anche tuo, allora ecco che l’anime sportivo ha centrato il suo obiettivo, ecco che si rivela un ottimo prodotto e Yowamushi Pedal è questo ed ha potuto esser ciò grazie alla eccellente regia di Osamu Nabeshima (Zetman, Saint Seiya: The Lost Canvas, Saint Tail), un professionista che nel corso degli anni si è destreggiato ricoprendo vari ruoli nel settore dell’animazione, da key animator, a character designer a regista. Senza una direzione e una composizione della serie tanto curata e trattata con rispetto per il manga, questo anime sarebbe stato noiosissimo e non avrebbe ottenuto il successo che sta (meritevolmente) vivendo. L’unica pecca di questa prima serie è che finisce senza che l’Inter High sia concluso, senza che un piccolo arco narrativo sia concluso, ciò l’ho trovato davvero disturbante, si poteva aspettare e aggiungere i tre episodi che avrebbero concluso l’arco narrativo oppure si sarebbe potuto scegliere di interrompere qualche episodio prima, non capisco onestamente questa scelta, ma non discrimino tutto l’anime per l’interruzione, personalmente mi consolo con gli omake a fine episodio che sostituiscono le anticipazioni, tutti molto carini e divertenti.
In conclusione consiglio vivamente questo anime a chi ha voglia di essere sorpreso, di vedere un anime dove il gioco di squadra, l’unione di un gruppo, è la vera protagonista e dove la rivalità agonistica si risolve in amicizia e c’è modo di emozionarsi e divertirsi anche senza essere in sella ad una bicicletta.

Giudizio Personale: 8.

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