Yurikuma Arashi (ユリ熊嵐, Silver Link)

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Studio d’animazione: Silver Link.
Regia: Kunihiko Ikuhara.
Sceneggiatura: Kunihiko Ikuhara, Takayo Ikami.
Character design: Akiko Morishima (original), Etsuko Sumimoto.
Main Cast: Nozomi Yamane (Kureha Tsubaki), Miho Arakawa (Ginko Yurishiro), Yoshiko Ikuta (Lulu Yurigazaki), Yui Ogura (Sumika Izumino), Aoi Yuki (Mitsuko Yurizono), Aya Endo (Reia Tsubaki), Kikuko Inoue (Yurika Hakonaka), Mariya Ise (Eriko Oniyama), Ami Koshimizu (Konomi Yurikawa), Life Sexy (Junichi Suwabe), Life Cool (Mitsuki Saiga), Life Beautiful (Kazutomi Yamamoto).
Episodi: 12.
Origine: anime originale.
Genere: fantasy, drammatico, psicologico, yuri, romantico.

Per il tempo di questa recensione usciamo dalle nostre certezze culturali e scientifiche, cerchiamo di non essere logici perché sarà altrimenti difficile entrare nel simbolico mondo di Yurikuma.
La creatura è stata partorita da Kunihiko Ikuhara (il regista delle serie ormai vintage di Sailor Moon, nonché di Shōjo Kakumei Utena) che non vedevamo dal 2011 ( in cui partorì Mawaru Penguindrum) e che i fans attendevano.
Siamo sulla Terra (non scontato) dove le donne (le uniche abitanti della Terra) hanno eretto un muro, il Muro dell’Estinzione per proteggersi dagli orsi (kuma in giapponese) che diventarono violenti dopo una pioggia di meteoriti causata dall’esplosione del pianeta Kumaria. Esistono però degli orsi che riescono ad oltrepassare il muro e ad assumere sembianze umane, per cui gli esseri umani non sono mai al sicuro, come non lo è la nostra protagonista Kureha Tsubaki la quale però non ha paura di affrontarli da quando è rimasta orfana a causa di un orso. Nonostante Kureha non abbia paura di loro due particolari orsi superano il muro, diventando umane, per poterla incontrare: Ginko Yurishiro e Lulu Yurigazaki. Entrano nella sua classe, si infiltrano come nuove studentesse e chiedono ospitalità sotto il tetto di Kureha, il tutto mentre a scuola dilaga il terrore in quanto sempre più studentesse scompaiono e ne vengono poi ritrovati i resti  mangiati dagli orsi. I crimini sono opera di Ginko e Lulu oppure vi sono altri orsi infiltrati?
Potrei stare qui a raccontarvi la yuri-kuma-arashi-ep1trama nel dettaglio anche di cinque episodi, ma non vi aiuterebbe a farvi un’idea della serie, sarebbero solo parole le mie che poco hanno valore in un’opera profondamente simbolica, dove ogni gesto è metaforico e dove persino il fanservice spudoratamente ecchi ha un senso in quanto metafora di qualcosa. La confusione e la perplessità saranno le prime emozioni che questo anime vi donerà, ma il ritmo narrativo appassionante non vi annoierà, forse molti passaggi narrativi sono facilmente intuibili, ma non è un’opera scontata, è un prodotto originale di cui c’era bisogno; bello per gli occhi (no, non per lo yuri e il fanservice, ma per una parte tecnica impeccabile: bel character design, belle animazioni, belle scenografie… ) e per lo spirito (le tematiche toccate sono davvero tante, la maggiore probabilmente è quella del conformismo, dove in questo anime diventa il vero male da combattere in quanto seme di tutte quelle xenofobie di cui la nostrana società del benessere è ancora afflitta). Forse la struttura narrativa spezzata (ricca di flashback continui per ogni personaggio) non rende facile seguire la storia, confonde molto le idee, ma in qualche modo – anche senza impazzire nell’interpretare ogni azione – la storia trova modo di esser comprensibile, certo è un peccato non cogliere tutti i sottotesti, il gradimento così si dimezza, ma se l’anime non è esattamente per le masse non  è neanche  un prodotto troppo di nicchia, quindi alla fine il suo messaggio è comprensibile.
Ho apprezzato in ogni aspetto questo anime, persino il cast di vocal acting è molto interessante: le protagoniste sono state interpretate da attrici molto giovani, Miho Arakawa era stata già protagonista di un’altra opera di Ikuhara (in Penguindrum era Himari Takakura), ma Nozomi Yamane e Yoshiko Ikuta erano quasi seiyuu esordienti e hanno saputo tenere testa agli altri grandi attori presenti. Insomma, in ogni aspetto formale e contenutistico Yurikuma Arashi rasenta la lode, ma il mio giudizio finale non è esattamente da lode: perché? Senza spoilerare nulla, dico che il finale (rispetto all’intera opera) e da quello che ci si aspetta da Ikuhara era un po’ sottotono, non vorrei dire banale, ma a forza di sorprese dal primo episodio ci si aspetta un’ulteriore sorpresa finale che non arriva. Anche se non è un’opera che ritengo da lode, non toglie che sia un anime di particolar fascino e che ha portato un’ondata di originalità in un presente dove gli anime non fanno che somigliarsi o scegliere la via della parodia per essere originali.

Giudizio personale: 8.

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